Sopra Dynastes Hercules allo stato larvale
L’ultima mania in fatto di animali da compagnia sono gli scarabei Ercole (Dynastes Hercules), coleotteri grandi quanto un passerotto in grado – assicurano gli appassionati – di dare soddisfazione a chi li adotta perché “hanno un buon carattere e riconoscono chi si prende cura di loro”.
Questi insetti vivono solo nelle foreste dell’America centrale e meridionale e stanno facendo la fortuna di un colombiano che ha avviato un’attività di esportazione con il Giappone. German Viasus, 36 anni, è un ingegnere industriale che si è imbattuto per caso in un nido pieno di uova di scarabei Ercole, mentre stava facendo ricerche su sistemi ecologici di decomposizione di materiale organico. “Ho portato con me quelle uova e le ho accudite come fossero dei figli – ha raccontato Viasus all’agenzia AP – all’inizio non avevo idea di cosa sarebbe nato”.
Ci sono voluti 40 giorni perché le uova passassero allo stadio di larve e poi ancora un anno perché Viasus si trovasse in casa i coleotteri giganti. A quel punto ha pensato di avviare un vero e proprio allevamento e ha capito che il mercato giusto era quello giapponese. “Un giorno vennero in visita degli uomini d’affari giapponesi – racconta Viasus – e continuavano a guardare gli scarabei esclamando “Che carini!”.
Viasus colse l’occasione e cominciò a vendere gli insetti per un prezzo notevole, considerato anche il rapporto del peso colombiano sulla valuta statunitense. Ogni scarabeo Ercole costa 350 dollari e Viasus ne spedisce circa 300 al mese in Giappone.
La lotta all’illegalità. Viasus ci tiene a sottolineare che la sua attività è del tutto lecita e che, anzi, può essere un buon deterrente per l’esportazione illegale di specie protette. Ogni giorno la polizia ambientale colombiana scopre traffici per l’esportazione di ogni specie di animali dalla foresta amazzonica, uno dei luoghi al mondo con la maggiore biodiversità. “Io non prendo gli scarabei dal loro ambiente naturale. Dopo aver prelevato quelle uova, ogni animale che esporto è nato nel mio allevamento. Credo – sostiene l’esportatore – di essere di aiuto alla tutela dell’ambiente”.
Gli scarabei di Viasus arrivano in Canada e Germania ma non negli Stati Uniti, dove, nonostante gli imballaggi riportino chiare indicazioni del contenuto e tutta la documentazione legale, troppe scatole vengono lasciate nei magazzini per giorni e gli scarabei finiscono per morire. “In America ciò che arriva dalla Colombia è guardato comunque con sospetto e quindi fermato per lunghi controlli”, spiega Viasus.
I giapponesi sono i maggiori compratori degli scarabei. Secondo Gavin Whitelaw, un antropologo statunitense specializzato in cultura giapponese, citato dal Los Angeles Times, l’interesse degli asiatici per gli scarabei non è una novità: “I corpi degli scarabei ricordano le armature dei guerrieri Samurai. Non si tratta solo di una mania da ragazzini, fare collezione di coleotteri e altri insetti è parte integrante della cultura del Paese”.
La scoperta di Viasus ha avuto un riconoscimento dal governo colombiano. Il presidente Alvaro Uribe ha infatti creato una commissione per verificare le potenzialità del bio-commercio, poiché con le sue 35mila specie diverse, la Colombia è uno dei Paesi dalla maggiore biodiversità al mondo e il governo sta cercando di capire in che modo può sfruttare tale ricchezza esportando, in modo legale, piante e animali. Alcuni insetti, in particolare, sono molto studiati per la loro capacità di trasformare i rifiuti in fertilizzanti organici, come viene fatto normalmente con i lombrichi. Ma gli scarabei di Viasus sono diventati animali da compagnia: basta guardare in che modo l’allevatore li pulisce delicatamente con uno spazzolino da denti e offre loro pezzetti di mango e banana.
Fonte: repubblica


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