Mi chiedo per quale motivo tutti i ballerini sono magri….
Mi chiedo per quale motivo tutti i ballerini sono magri….
![]()
Illegal Advertising è un blog che raccoglie i video di pubblicità che non sono mai state mostrate pubblicamente, perchè dichiarate illegali.
Bill Dan è uno scultore americano capace di tenere rocce dalle più svariate forme in equilibrio senza l’aiuto di colle o adesivi trovandone il baricentro.

Sono stati installati di recente nella Sears Tower si Chicago balconi in vetro sospesi a 412 metri (al 103esimo piano).
Per raggiungere i balconi si utilizzano ascensori tra i più veloci al mondo: 488 metri al minuto.
Per vedere una galleria di immagini clicca Qui.

Un ragazzo di Hungerford, Berkshire (UK), dopo aver seguito un servizio televisivo sulle potenzialità di Google Earth, è salito sul tetto di casa sua e ha disegnato col gesso un fallo di 18 metri. Ai genitori lo ha comunicato il Sun, che lo aveva saputo da un suo elicottero in volo sulla zona.
Fonte: downloadblog

Per guerdare il video clicca QUI.
All’inizio il pubblico la prevendeva in giro. I giurati penseranno di essere di fronte all’ennesimo dilettante allo sbaraglio, in perfetto stile Corrida. E, invece… sarà un’esibizione da brividi. I giurati diranno di essere davanti alla più grossa sorpresa degli ultimi tre anni di trasmissione. Ogni volta che guardo questo video mi emoziono!
Si esibisce sul palco della trasmissione “Britain’s got talent”, e fa il botto: 12 milioni di clic su youtube. Diventa una star nel giro di una notte, incoronata dal brano I Dreamed a Dream, tratto dal musical I Miserabili. Da casalinga a star. Una favola che a volte si avvera con la magia di tv e web.


Non ditemi che il vero problema è lo spazio!

Mmm mi è venuto un certo languorino! A voi no?

Firefox in Antartide ha il 100% di quote di mercato, ma la cosa inspiegabile è che proprio nel paese dei pinguini si usi Windows 2003 per 80%, e Windows XP per il 20%, Ubuntu salvali tu!

Il cervello fossilizzato di un pesce vecchio di quasi 300 milioni di anni (chiamato iniopterigio) è stato recuperato in una cava del Kansas da un gruppo di scienziati del Museo di storia naturale di Parigi e dell’American Museum of Natural History di New York. Si tratta del più antico reperto fossile di cervello (un caso unico, dal momento che i tessuti cerebrali vanno rapidamente in decomposizione), la cui analisi è uscita ieri in anteprima sulla rivista PNAS (da cui è tratta anche la foto qui sotto).
Nello studiare la struttura di quello che sembrava solo un “banale” cranio di pesce (prezioso solo perché era rimasto intero, mentre nella maggior parte dei casi si ritrovano schiacciati), i ricercatori hanno usato una tecnica di imaging molto particolare, l’olotomografia, che utilizza il raggio prodotto da un sincrotrone (nel caso specifico l’European Synchrotron Radiation Facility) e ricostruisce con l’ausilio del computer la stratificazione delle strutture.
Così si sono accorti, quasi casualmente, che al centro vi era una sostanza più densa della matrice circostante, e il computer ha svelato che si tratta proprio del cervello. Sono conservati anche il cervelletto, l’inizio del midollo spinale, i lobi ottici (molto sviluppati) e alcuni nervi. L’unica parte che non si è conservata è quella frontale, probabilmente perché era troppo sottile per mantenersi sufficientemente a lungo da andare incontro al processo di fosforilazione e calcificazione.
Si tratta di una scoperta davvero importante per la neuropaleontologia, che studia l’evoluzione del cervello (di quello animale ma anche di quello umano). Finora queste analisi sono state fatte basandosi principalmente sulla dimensione del cranio (cranio piccolo, cervello piccolo e viceversa). Ora, questo fossile ha una cavità endocranica molto più grande del relativo cervello, e quindi gli esperti si stanno chiedendo in che modo questa novità mette in crisi alcune certezze acquisite. L’uso dell’olotomografia con il sincrotrone, tra l’altro, potrebbe aiutare a trovare anche altri cervelli fossili che magari finora non sono stati notati. Insomma, si apre un mondo!
Qui sotto vi linko il video 3D della ricostruzione tomografica:
Proiezione laterale (in verde, il cranio; in rosso e blu la cavità endocranica; in giallo il cervellino).
Fonte: ovadia-lescienze
L’Ultima Cena (detta anche il Cenacolo) è un dipinto di Leonardo da Vinci.
Raffigura, la scena dell’Ultima Cena di Gesù Cristo, nel quale Gesù annuncia che verrà tradito da uno dei suoi discepoli.
Qualcuno ha rivisto l’ultima cena con i propri occhi.
Per vedere l’Ultima Cena in 6 miliardi di Pixel clicca QUI.


La spia luminosa di un lettore musicale Mp3 ha salvato due turisti dispersi nella fredda notte tra le montagne svizzere coperte di neve.
I due, uno sciatore ed uno snowboarder, entrambi francesi, si erano persi venerdì sera in un fuoripista nei pressi di Savognin nella parte nordest della Svizzera, ha riferito Gery Baumann, portavoce del soccorso alpino di Rega. Avevano lanciato l’allarme con un telefonino che si era però scaricato.
“I due appassionati di sport invernali sono stati ritrovati dall’equipaggio di un elicottero le soccorso di Rega poco dopo mezzanotte grazie la piccola luce del loro lettore Mp3“, ha detto.
Fonte: alground
Diventa possibile ottenere fiori geneticamente modificati in modo da avere i petali blu ed è già scattata la corsa per brevettare la prima pianta di rose di questo colore. E’ stata clonata infatti la proteina che colora i fiori.
Un gruppo dell’università olandese Vrije di Amasterdam, coordinato dall’italiana Francesca Quattrocchio, è riuscito a localizzare il gene che produce questa proteina nell’epidermide dei petali. La ricerca, pubblicata nell’ultimo numero della rivista Nature Cell Biology e condotta in collaborazione con le università italiane di Lecce e Perugia, dimostra che è possibile manipolare il gene che produce la proteina chiamata PH5: applicata sulle petunie, la manipolazione del gene ha modificato il colore dei petali da rossastro a blu. “La cosa importante – spiega Quattrocchio – è controllare il livello di acidità nei vacuoli”.
Come accade in una cartina di tornasole, se l’ambiente nei vacuoli è acido, i petali sono rosa o rossi; se invece il livello di acidità è basso i petali diventano blu. La proteina che permette di controllare questo meccanismo si chiama PH5 e funziona come una pompa, producendo un ambiente acido nei vacuoli. Mutare il gene che la produce significa poter ridurre, oppure aumentare, il livello di acidità. Se quindi il funzionamento della PH5 viene spinto al massimo, si otterranno fiori di un rosso acceso; se invece viene rallentato, il rosso di spegne per lasciare emergere il blu.
La ricercatrice che ha scoperto come manipolare geneticamente i fiori per farli diventare blu, Francesca Quattrocchio, ha lasciato l’Italia da circa venti anni per lavorare in Olanda. La nostalgia del suo Paese c’é, “ma so che non tornerò prima della pensione”.
“Intanto – prosegue – non ho mai smesso di avere collaborazioni con l’Italia, come nel caso della ricerca pubblicata oggi”. Ma certamente considera improponibile tornare a lavorare in Italia in un momento come questo, “quando i tagli ai fondi delle università rischiano di compromettere seriamente l’attività di ricerca. E’ una situazione drammatica, che sto seguendo con il cuore in gola”.
Fonte: sprintonline
Casa Scaccabarozzi, detta anche la Fetta di Polenta, si trova a Torino, nell’odierno quartiere Vanchiglia, un tempo detto “Quartiere del Moschino”, all’angolo fra corso San Maurizio e via Giulia di Barolo. L’ingresso dell’edificio si trova al numero 9 di via Giulia di Barolo.Il progetto di questo quartiere fu commissionato nel 1840 alla Società Costruttori di Vanchiglia di cui faceva parte anche il famoso Alessandro Antonelli, progettista della Mole Antonelliana. Progettato da Antonelli stesso, si dice, venne costruito più per scommessa che per vera esigenza. Il terreno su cui doveva sorgere il palazzo era di proprietà dello stesso architetto, infatti, ed aveva forma trapezoidale-triangolare molto stretta. Per capire ancora meglio la probabile scommessa che si era prefissato di vincere, basta guardare le dimensioni dei lati del palazzo, 27 metri su Via Giulia di Barolo, 5 metri su Corso San Maurizio e solo 70 cm di parete dalla parte opposta a quella del Corso.
Il palazzo è composto da 6 piani (incluso il pian terreno) e gli stessi sono collegati da una scala a chiocciola per evidenti problemi di spazio. I balconi e le finestre sono aggettanti come anche i cornicioni. All’ultimo piano si trova un corridoio-ballatoio che corre ininterrottamente lungo i lati delle facciate sul corso e sulla via. Nel lato di 70 cm, per ottimizzare al massimo lo spazio, Antonelli fece incastrare la canna fumaria. L’altezza complessiva dello stabile è invece di circa 27 metri.
I primi tre piani furono ultimati nel 1859, mentre i successivi tre furono aggiunti solo nel 1881.
Il nome comune “La Fetta di Polenta” che gli viene attribuito, discende dal colore giallo e dalla forma del palazzo che assomiglia molto ad una vera e propria “fetta”.
Il nome ufficiale “Casa Scaccabarozzi” discende invece dal cognome della moglie dell’Antonelli che, oltre a dargli il nome, vi abitò per qualche anno assieme al marito, quando nessuno voleva andare ad abitarci per paura che crollasse essendo per l’epoca un edificio che sfidava le classiche regole in fatto di costruzioni.
Curiosità:
Grazie alle sue profondissime fondamenta riuscì a resistere inizialmente all’esplosione del Polverificio di Borgo Dora nel 1851 che lesionò molti edifici della zona, in un secondo tempo al terremoto del 1887 che rase quasi completamente al suolo il quartiere ed infine fu risparmiato anche dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Fonte: wikipedia

Lo spazio fuori dall’atmosfera terrestre ha un odore che ricorda quello di una bistecca in padella e del metallo riscaldato.
Lo ha detto la Nasa, che ha chiesto a un’azienda britannica di ricreare in laboratorio quell’odore per usarlo nell’addestramento di chi deve andare in missione nello spazio. Lo strano mix e’ stato riferito dagli astronauti che hanno compiuto passeggiate spaziali, che lo hanno avvertito sulle loro tute, indossate per uscire dallo Shuttle, una volta rientrati.
Fonte: ansa
James Doherty, tredicenne inglese, è stato protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile. Il suo cuore, è collassato mentre si allenava a tennis ed è rimasto fermo per quindici minuti per poi riprendere la sua normale attività. Durante questo periodo è stato ventilato dal padre che gli ha praticato la respirazione bocca a bocca in attesa dei soccorritori. In letteratura è risaputo che dieci minuti di assenza di battito, portano inesorabilmente alla morte, per James, invece, non è stato così. Il ragazzo, dopo essere stato trasportato in ospedale, si è scoperto essere affetto dalla sindrome del QT lungo (LQTS), sintomatologia che gli ha permesso di vivere nonostante il quarto d’ora di assenza di battito. Le persone affette da questa sindrome, sottoposte a elettrocardiogramma, manifestano un un intervallo particolarmente allungato tra l’onda Q e l’onda T del tracciato che segnala l’attività elettrica del cuore.
Fonte: hi-techlife
Fra qualche anno tutti i dispositivi tecnologici della casa potranno comunicare tra loro semplicemente accendendo la luce! E’ quanto traspare dal recente studio della National Science Foundation e il College of Engineering dell’Università di Boston. I LED per il wireless.
Il progetto si chiama Smart Lightning e utilizza onde elettromagnetiche dello spettro visivo che formano la luce per trasmettere dati oltre a illuminare, al posto delle tradizionali onde radio. La trasmissione dati è garantita solo da una possibilità di variare alcune caratteristiche senza danneggiare o infastidire le persone. Ma il problema è risolto lavorando a alte frequenze, non percepite dall’occhio umano.
La foto sopra spiega il funzionamento: i Led che già si trovano in commercio consumano pochissimo, producono buona luce e pulsano così velocemente da non esser percepiti; agendo sull’intensità o sui colori si potrà dunque avere tutte le varianti per il trasferimento dei dati.
Le potenzialità di questo progetto sono molteplici, la prima è quella della flessibilità finale e la seconda riguarda la possibilità di utilizzare strutture e reti già presenti, senza dover cambiare niente.
Applicazioni indoor e outdoor: un’insegna illuminosa di un negozio potrebbe mandare informazioni ai cellulari delle persone che passano di lì, la luce di frenata dell’auto potrebbe comunicare con i veicoli che seguono.
Fonte: tecnocino
Margret Wegner, una donna tedesca che per 55 anni ha sopportato atroci mal di testa dovuti a una matita che le si era conficcata in testa in età infantile. La matita, lunga ben 8 cm, dopo mezzo secolo è stata rimossa e la donna, finalmente, ha potuto riprendere una vita normale. L’intervento, ritenuto molto delicato, è stato eseguito solo oggi, poiché la chirurgia, rispetto a cinquanta anni fa, ha fatto enormi passi avanti.