L’Islanda è il Paese più vivibile del mondo

27 11 2007

Sopra la capitale islandese Reykjavik.

È l’Islanda il Paese più piacevole in cui vivere. I meno vivibili, invece, sono i Paesi dell’Africa sub-Sahariana, messi in ginocchio dall’epidemia di Aids. L’Italia è al 20esimo posto. Nella tabella stilata anche quest’anno dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) in base a ricchezza, aspettative di vita e livelli scolastici, in cima alla classifica – elaborata con dati 2005 – appaiono i Paesi del nord del mondo: Islanda, Norvegia, Australia, Canada, Irlanda, Svezia, Svizzera, Giappone, Olanda, Francia, Finlandia, Stati Uniti, Spagna, Danimarca e Austria.

Mentre in fondo alla classifica, nel blocco considerato a «basso sviluppo umano», ci sono i Paesi dell’Africa sub-sahariana, con Guinea-Bissau, Burkina Faso e Sierra Leone fanalini di coda. Un dato – in quest’area dove, secondo il documento dello scorso anno, la sindrome Hiv/Aids ha avuto «effetti catastrofici»- è agghiacciante: 2 bambini su 5 non raggiungeranno i 40 anni d’età.

Il documento degli esperti Undp prende in considerazione i 175 Paesi membri delle Nazioni Unite, più Hong Kong e i Territori Palestinesi. La Norvegia, che aveva detenuto il primato per sei anni di seguito, è stata scalzata dall’Islanda (dove il Prodotto Interno Lordo pro capite è 45 volte più alto che in Sierra Leone). Il Giappone ha la migliore aspettativa di vita (82,3 anni), lo Zambia il più basso (40,5).

Ogni anno, dal 1990, gli esperti Onu valutano il cosiddetto Indice di Sviluppo Umano (Hdi, nell’acronimo in inglese) che è il tentativo di dare la valutazione di un Paese con un’istantanea che sia più comprensiva del semplice Pil (il Prodotto interno lordo). L’Indice di Sviluppo Umano è un indicatore composito che misura tre aspetti basilari dello sviluppo umano: una vita lunga e sana, i livelli educativi (valutati attraverso il tasso di alfabetizzazione degli adulti e i livelli di istruzione, ovvero la frequentazione di scuole primarie, secondarie e università), le condizioni di vita dignitose. Ovviamente l’indice non esaurisce lo sviluppo umano (esclude, per esempio, indicatori importanti ma difficilmente quantificabili come il rispetto per i diritti e le libertà religiose).

L’Italia è all’ottavo posto per aspettativa di vita (80,3 anni), al 20esimo per il livello di alfabetizzazione tra coloro che hanno più di 15 anni, al 24esimo per il livello di istruzione, al 21esimo per Pil pro capite.

Fonte: corriere

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