Cervello di pesce fossilizzato!

5 03 2009

fossile1

Il cervello fossilizzato di un pesce vecchio di quasi 300 milioni di anni (chiamato iniopterigio) è stato recuperato in una cava del Kansas da un gruppo di scienziati del Museo di storia naturale di Parigi e dell’American Museum of Natural History di New York. Si tratta del più antico reperto fossile di cervello (un caso unico, dal momento che i tessuti cerebrali vanno rapidamente in decomposizione), la cui analisi è uscita ieri in anteprima sulla rivista PNAS (da cui è tratta anche la foto qui sotto).

Nello studiare la struttura di quello che sembrava solo un “banale” cranio di pesce (prezioso solo perché era rimasto intero, mentre nella maggior parte dei casi si ritrovano schiacciati), i ricercatori hanno usato una tecnica di imaging molto particolare, l’olotomografia, che utilizza il raggio prodotto da un sincrotrone (nel caso specifico l’European Synchrotron Radiation Facility) e ricostruisce con l’ausilio del computer la stratificazione delle strutture.

Così si sono accorti, quasi casualmente, che al centro vi era una sostanza più densa della matrice circostante, e il computer ha svelato che si tratta proprio del cervello. Sono conservati anche il cervelletto, l’inizio del midollo spinale, i lobi ottici (molto sviluppati) e alcuni nervi. L’unica parte che non si è conservata è quella frontale, probabilmente perché era troppo sottile per mantenersi sufficientemente a lungo da andare incontro al processo di fosforilazione e calcificazione.

Si tratta di una scoperta davvero importante per la neuropaleontologia, che studia l’evoluzione del cervello (di quello animale ma anche di quello umano). Finora queste analisi sono state fatte basandosi principalmente sulla dimensione del cranio (cranio piccolo, cervello piccolo e viceversa). Ora, questo fossile ha una cavità endocranica molto più grande del relativo cervello, e quindi gli esperti si stanno chiedendo in che modo questa novità mette in crisi alcune certezze acquisite. L’uso dell’olotomografia con il sincrotrone, tra l’altro, potrebbe aiutare a trovare anche altri cervelli fossili che magari finora non sono stati notati. Insomma, si apre un mondo!

Qui sotto vi linko il video 3D della ricostruzione tomografica:

Proiezione laterale (in verde, il cranio; in rosso e blu la cavità endocranica; in giallo il cervellino).

Fonte: ovadia-lescienze


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