Scott Wade, l’artista del “zozzo”

18 01 2011

Scott Wade, crea le sue opere sfruttando la polvere nelle macchine. davvero originale!

Per visitare il suo sito con tante foto della sua arte clicca Qui.





Latro Lamp, una brillante invenzione

21 09 2010

Latro Lamp (Latro dal latino “ladro”, allude al fatto che la lampada “ruba” l’energia per creare la luce dal processo di fotosintesi) è una lampada alimentata ad alghe, realizzata dai ricercatori della Stanford University, in collaborazione con quelli della Yonsei University ed il designer Mike Thompson.

Per “accendere” la lampada sarà necessario soffiare al suo interno per dare CO2 alle alghe

Un’altra apertura servirà invece per aggiungere acqua ed espellere l’ossigeno, il tutto controllato da appositi sensori che ci avvertiranno dello stato di salute delle alghe.





Amplicom M6000 suoneria più potente di una Vuvuzela

29 08 2010

E’ stato messo in commercio un telefono cellulare per persone con problemi di udito, con una suoneria in grado di squillare fino a 110 decibel.
l’Amplicom M6000 è ideale per chi soffre di sordità, perché può suonare più forte di una .

Il cellulare costa circa 143.41€ e dispone inoltre di pulsanti extra-large e un pulsante SOS panico, che può essere impostato per chiamare un numero predeterminato.

Inoltre, il telefonino M6000 è Bluetooth ed è perfettamente compatibile per l’uso con le protesi acustiche.

Acquistabile sul sito  Matobmobile.





Arte piegando la carta

12 06 2009

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Che belli i Fuochi d’artificio!

29 12 2008

radiografia_capodanno

L’immagine li sopra è una radiografia di una mano dopo la deflagrazione di un esplosivo fatto in casa. La miccia era troppo corta e gli ha impedito di lanciarlo dopo averlo acceso.
Si sta avvicinando Capodanno e iniziano a sentirsi i primi botti, se qualcuno ha ancora voglia di divertirsi così credo che questa radiografia gliela farà sparire!

Fonte: psichesoma





CLONATA PROTEINA COLORA-FIORI, ARRIVA LA ROSA BLU

9 11 2008

JAPAN DNA FLOWERS

Diventa possibile ottenere fiori geneticamente modificati in modo da avere i petali blu ed è già scattata la corsa per brevettare la prima pianta di rose di questo colore. E’ stata clonata infatti la proteina che colora i fiori.

Un gruppo dell’università olandese Vrije di Amasterdam, coordinato dall’italiana Francesca Quattrocchio, è riuscito a localizzare il gene che produce questa proteina nell’epidermide dei petali. La ricerca, pubblicata nell’ultimo numero della rivista Nature Cell Biology e condotta in collaborazione con le università italiane di Lecce e Perugia, dimostra che è possibile manipolare il gene che produce la proteina chiamata PH5: applicata sulle petunie, la manipolazione del gene ha modificato il colore dei petali da rossastro a blu. “La cosa importante – spiega Quattrocchio – è controllare il livello di acidità nei vacuoli”.

Come accade in una cartina di tornasole, se l’ambiente nei vacuoli è acido, i petali sono rosa o rossi; se invece il livello di acidità è basso i petali diventano blu. La proteina che permette di controllare questo meccanismo si chiama PH5 e funziona come una pompa, producendo un ambiente acido nei vacuoli. Mutare il gene che la produce significa poter ridurre, oppure aumentare, il livello di acidità. Se quindi il funzionamento della PH5 viene spinto al massimo, si otterranno fiori di un rosso acceso; se invece viene rallentato, il rosso di spegne per lasciare emergere il blu.

La ricercatrice che ha scoperto come manipolare geneticamente i fiori per farli diventare blu, Francesca Quattrocchio, ha lasciato l’Italia da circa venti anni per lavorare in Olanda. La nostalgia del suo Paese c’é, “ma so che non tornerò prima della pensione”.

“Intanto – prosegue – non ho mai smesso di avere collaborazioni con l’Italia, come nel caso della ricerca pubblicata oggi”. Ma certamente considera improponibile tornare a lavorare in Italia in un momento come questo, “quando i tagli ai fondi delle università rischiano di compromettere seriamente l’attività di ricerca. E’ una situazione drammatica, che sto seguendo con il cuore in gola”.

Fonte: sprintonline





Molti modi per allacciarsi le scarpe

7 11 2008

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